Il tennis è caratterizzato da gesti ripetitivi ad alta velocità che generano carichi significativi su spalla, gomito e polso, in particolare durante servizio, dritto e rovescio.
Le principali patologie da overuse sono:
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Epicondilite laterale (gomito del tennista), dovuta a microtraumi sui tendini estensori radiali del carpo.
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Tendinopatie della cuffia dei rotatori, legate a impingement subacromiale e deficit di stabilizzazione scapolare.
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Sovraccarichi del polso, con tenosinoviti e instabilità funzionale nei colpi in topspin e slice.
Un approccio multidisciplinare integrato consente di ridurre l’incidenza degli infortuni, migliorare la performance e ottimizzare i tempi di recupero.
Osteopatia: prevenzione e riequilibrio funzionale
L’osteopatia si colloca in una logica primaria e secondaria di prevenzione, lavorando sull’omeostasi posturale e sui compensi biomeccanici.
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Valutazione posturale globale con analisi delle catene miofasciali.
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Mobilizzazione articolare specifica del rachide cervico-dorsale e scapolo-omerale, per garantire libertà di movimento ed evitare sovraccarichi distali.
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Normalizzazione fasciale su strutture capsulo-legamentose che limitano l’escursione articolare.
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Follow-up preventivo in atleti con pregressi episodi di tendinopatia o sindromi dolorose da overuse.
Il riequilibrio osteopatico riduce le asimmetrie e ottimizza la distribuzione dei carichi durante il gesto tecnico.
Chinesiologia e scienze motorie: preparazione e performance
Il chinesiologo applica i principi delle scienze motorie preventive e adattate per la preparazione funzionale dell’atleta.
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Rinforzo mirato della cuffia dei rotatori e dei muscoli scapolari stabilizzatori (trapezio medio/inferiore, dentato anteriore) per prevenire l’impingement.
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Core stability e allenamento della catena cinetica, indispensabili per la trasmissione della forza negli swing.
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Stretching funzionale e mobilità dinamica, con focus su spalla e cingolo scapolare per ridurre rigidità capsulo-legamentose.
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Propriocezione e controllo neuromuscolare di polso e gomito mediante esercizi con elastici, tavolette instabili e palline reattive.
La periodizzazione del carico, associata a programmi individualizzati, consente di ottimizzare la performance minimizzando il rischio di infortuni.
Fisioterapia con Tecar: recupero e trattamento coadiuvante
La fisioterapia rappresenta lo strumento principale in caso di infortunio conclamato o dolore persistente. Tra le metodiche più efficaci nel tennis rientra la Tecar terapia (Trasferimento Energetico Capacitivo-Resistivo).
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Effetto analgesico e antinfiammatorio: modulazione del dolore e riduzione dell’edema in epicondiliti e tendinopatie.
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Biostimolazione tissutale: incremento della perfusione e dell’ossigenazione, con accelerazione dei processi di riparazione.
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Miglioramento della compliance muscolare: aumento dell’elasticità e riduzione delle rigidità miofasciali.
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Integrazione con esercizi terapeutici: la Tecar prepara il tessuto al successivo lavoro attivo e ne amplifica gli effetti.
La fisioterapia con Tecar è indicata sia in fase subacuta e cronica, sia come supporto nei carichi intensi (tornei o periodi di preparazione).
5 punti chiave per il tennista
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Riscaldamento neuromuscolare (10–15 min) con esercizi specifici per spalla, gomito e polso.
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Tecnica corretta supervisionata da istruttore qualificato per ottimizzare il gesto e ridurre stress articolare.
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Attrezzatura personalizzata (peso e bilanciamento racchetta, tensione corde, grip) per ridurre sollecitazioni.
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Gestione del carico con alternanza allenamento–recupero e incremento progressivo dell’intensità.
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Follow-up multidisciplinare: prevenzione osteopatica, potenziamento chinesiologico e fisioterapia con Tecar nei momenti di sovraccarico.
La prevenzione e la gestione degli infortuni nel tennis richiedono un approccio integrato:
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Osteopatia per la prevenzione e il riequilibrio funzionale,
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Chinesiologia e scienze motorie per la preparazione fisica e l’ottimizzazione della performance,
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Fisioterapia con Tecar per il recupero, il trattamento del dolore e la rigenerazione tissutale.
Tre competenze diverse, ma sinergiche, che consentono all’atleta di proteggere spalla, gomito e polso, prolungare la carriera sportiva e migliorare la qualità della performance.
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