Il nuoto è spesso considerato uno sport “joint-friendly”, grazie al sostegno dell’acqua e all’assenza di impatti articolari tipici delle attività a terra. Tuttavia, i rischi variano molto a seconda del livello di pratica: per atleti agonisti e semi-professionisti il problema è l’elevato volume di allenamento, mentre per gli amatori gli errori tecnici e la scarsa preparazione a secco sono i principali fattori predisponenti.
Vediamoli nel dettaglio:
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negli atleti professionisti e semi-professionisti, i volumi di allenamento sono molto elevati, chilometri quotidiani e migliaia di bracciate a settimana. Questa ripetitività espone a sovraccarichi cronici, soprattutto a spalle, colonna e ginocchia. Le problematiche più frequenti sono l’impingement subacromiale, le tendinopatie della cuffia dei rotatori, la lombalgia da iperestensione (tipica di delfino e rana) e il cosiddetto “ginocchio del ranista”, dovuto allo stress mediale sul comparto capsulo-legamentoso.
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nei nuotatori amatoriali i disturbi più comuni sono dolori aspecifici alla spalla (“spalla del nuotatore”), rigidità lombare post-allenamento e fastidi al ginocchio in chi pratica spesso lo stile rana.
In entrambi i casi, un approccio integrato permette di prevenire, trattare e ridurre i rischi di trauma, vediamo come:
Osteopatia - prevenzione e riequilibrio funzionale
L’osteopata ha un ruolo chiave nella prevenzione. Attraverso una valutazione globale del corpo, individua e corregge restrizioni e compensi che possono favorire i sovraccarichi tipici del nuoto. Migliorare la mobilità del tratto cervico-dorsale e toracico aiuta a ridurre il rischio di impingement durante la bracciata; un corretto equilibrio della regione scapolo-toracica garantisce una scapolocinesia fluida ed efficace; riequilibrare bacino e zona lombo-sacrale permette di eseguire l’onda del delfino in modo armonico e sicuro.Un corpo ben bilanciato e libero nei movimenti distribuisce meglio i carichi lungo la catena cinetica, proteggendo così spalle, colonna e ginocchia.
Scienze Motorie e Chinesiologia - preparazione e performance
Il chinesiologo si occupa della preparazione fisica a secco e della gestione dei carichi di lavoro, con l’obiettivo di migliorare la performance e rendere il gesto tecnico più efficiente.
Il lavoro a terra si concentra sul rinforzo dei muscoli stabilizzatori della scapola e della cuffia dei rotatori, fondamentali per la salute della spalla, e sull’allenamento del core e della mobilità toracica, indispensabili per controllare l’estensione e la rotazione nei diversi stili. Nei ranisti, particolare attenzione viene posta al rinforzo di anca e ginocchio per ottimizzare la gambata e prevenire sovraccarichi.
Non mancano gli esercizi di propriocezione e controllo neuromuscolare, utili ad affinare la coordinazione scapolo-omerale e a rendere il gesto più stabile ed efficace.
TecarTerapia - recupero e trattamento coadiuvante
Quando compaiono dolore e infiammazione, la fisioterapia con TecarTerapia diventa un alleato fondamentale. Questa metodica sfrutta correnti ad alta frequenza in modalità capacitiva o resistiva, offrendo i seguenti benefici:
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riduzione del dolore e dell’infiammazione in spalla, polso e ginocchio;
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stimolazione del microcircolo e accelerazione dei processi riparativi;
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aumento dell’elasticità muscolare e tissutale, che facilita stretching e rieducazione;
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preparazione del tessuto al lavoro attivo, rendendo più efficaci gli esercizi riabilitativi.
La Tecar terapia trova la sua maggiore utilità nelle fasi subacute e croniche, quando occorre ridurre dolore e rigidità, e stimolare i processi di riparazione tissutale. Può essere impiegata anche come supporto nei periodi di carico intenso, per favorire il recupero e migliorare l’elasticità muscolare.
Pur non essendo condizioni tipiche dell’atleta, è bene ricordare che, come tutte le metodiche elettromedicali, la Tecar terapia presenta alcune controindicazioni generali che devono sempre essere considerate prima di intraprendere il trattamento.
5 linee guida per il nuotatore:
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Riscaldati a secco con esercizi per scapole, colonna e core.
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Cura la tecnica di bracciata e di respirazione con istruttore qualificato.
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Integra lavoro a secco 2–3 volte a settimana (scapolari, cuffia, core).
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Alterna gli stili e modula i volumi per evitare sovraccarichi.
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Ascolta i segnali: dolore persistente >48h o calo di forza richiedono valutazione.
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